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Biblioteca Salaborsa: leggere uno spazio pubblico come un'interfaccia

Uno studio semiotico su come architettura, suono e comportamenti quotidiani aiutano le persone a capire dove parlare, studiare, passare o fermarsi dentro una biblioteca pubblica.

Ruolo
Ricercatore UX & Analista di Sistemi Spaziali
Team
Durata
6 mesi (Ricerca & Analisi Ex-Post)
Cliente
Biblioteca Salaborsa, Bologna, Italia

Il progetto in un minuto

La Sfida

Uno spazio pubblico deve permettere attività incompatibili tra loro, come conversazione, passaggio e studio silenzioso, senza trasformarsi in una sequenza di divieti e istruzioni.

Il mio contributo

  • Mappatura spaziale e analisi architettonica su tre piani
  • Sviluppo della tassonomia delle soglie usando framework semiotici
  • Etnografia acustica con registrazioni sonore e spettrogrammi

Risultati e portata

14.000m² di spazio pubblico analizzati su tre piani e più zone funzionali

Pubblicato su E|C

Questa ricerca è stata pubblicata come articolo scientifico su E|C, la rivista dell'AISS, l'Associazione Italiana di Studi Semiotici.

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La Sfida

Di cosa mi sono occupato

  • Mappatura spaziale e analisi architettonica su tre piani
  • Sviluppo della tassonomia delle soglie usando framework semiotici
  • Etnografia acustica con registrazioni sonore e spettrogrammi
  • Documentazione dei percorsi utente e delle transizioni comportamentali
  • Analisi semiotica usando i framework di Greimas, Lotman e de Certeau
  • Creazione di visualizzazioni delle 'impronte acustiche' per ogni spazio
  • Analisi dei pattern emergenti rispetto alle strategie di design intenzionali

Uno spazio pubblico deve permettere attività incompatibili tra loro, come conversazione, passaggio e studio silenzioso, senza trasformarsi in una sequenza di divieti e istruzioni.

Salaborsa è una biblioteca pubblica di circa 14.000 m² nel centro di Bologna. L'ho studiata come un sistema di segnali: cartelli e percorsi, ma anche materiali, soglie, livelli sonori e pratiche che cambiano da una zona all'altra.

Lo studio era un'analisi ex post, senza intenti di redesign: volevo capire come un luogo già in uso riuscisse a comunicare regole diverse senza esplicitarle continuamente e quali parti di quella comunicazione fossero osservabili.

"Chi entra deve capire rapidamente cosa può fare in ogni zona, spesso senza fermarsi a leggere un cartello o conoscere già l'edificio."

Impatto

Lo studio ha permesso di descrivere questi passaggi come un sistema coerente di segnali, senza attribuire allo spazio intenzioni progettuali che la ricerca non poteva verificare.

Sintomi

Cambi di materiale, trasparenza, apertura e rumore coincidevano spesso con cambi nel comportamento delle persone. Le transizioni erano percepibili anche quando non erano marcate da una soglia netta.

Ricerca

Analisi spaziale

·Documentazione dei layout fisici, confini visivi e studi sulle linee di vista

Tassonomia delle soglie

Catalogate diverse tipologie di confine usando la distinzione di Zilberberg tra 'limiti' (barriere rigide) e 'soglie' (transizioni graduali). Le porte delle sale studio creano impermeabilità acustica mentre i bordi dei balconi permettono permeabilità acustica.

La Piazza Coperta come punto di riferimento

La Piazza Coperta (atrio centrale) funziona come quello che Kevin Lynch chiamerebbe un 'nodo di imageability': è visibile da ogni piano, offre un punto di orientamento e permette di 'resettare' il comportamento tra una zona e l'altra.

Analisi isotopica

Identificate categorie semiotiche ricorrenti: /Centralità/ (centro fisico → hub sociale → faro acustico), /Trasparenza/ (vetro visivo → visibilità archeologica → apertura istituzionale), /Gradiente/ (livelli acustici → libertà comportamentale → progressione spaziale).

Etnografia acustica

Cattura sonora multimodale in diversi momenti e spazi·Registrazioni sonore, tracciamento dei movimenti, spettrogrammi come 'dispositivi di iscrizione'

Sintagmi acustici

Ogni spazio aveva una firma acustica distinta, stabile in momenti e giorni diversi. Visualizzate come spettrogrammi, queste firme ('sintagmi acustici') funzionano come un sistema di orientamento che non passa dalla segnaletica.

Gradiente dei livelli sonori

Range di 45-50 dB tra le zone più rumorose (caffè) e le più silenziose (sale studio). La zonizzazione acustica progressiva orienta il comportamento senza bisogno di segnaletica.

"La cultura è fondamentalmente poliglotta, e i suoi testi si realizzano sempre in almeno due sistemi semiotici."

— Jurij Lotman (1985), quadro teorico

Documentazione dei percorsi

Il comportamento cambia attraversando le soglie

Il comportamento osservato cambiava attraversando soglie acustiche e spaziali senza bisogno di istruzioni esplicite, suggerendo che suono e permeabilità funzionassero come parte del sistema di orientamento.

Strategie e tattiche

Il progetto istituzionale (strategie) lasciava spazio all'appropriazione da parte degli utenti (tattiche). Studenti che usano i balconi di transizione per telefonare, genitori che creano aree gioco informali: usi tattici che lo spazio assorbiva senza problemi.

Zone di transizione

3-5 metri di cambiamento acustico graduale tra gli spazi principali. In queste zone cuscinetto le persone adattano il comportamento poco alla volta, senza passaggi bruschi.

Insight Chiave

Il wayfinding è comportamentale oltre che spaziale

Chi attraversa la biblioteca deve capire dove si trova e anche quale comportamento è consentito in quella zona. Il suono contribuisce a questa lettura insieme a visuali, barriere e arredi.

I gradienti possono comunicare transizioni senza istruzioni

Dal caffè e dall'atrio centrale verso le aree di lettura e studio, i segnali acustici e architettonici diventano progressivamente più vincolanti invece di cambiare bruscamente su un unico confine.

L'uso rivela ciò che il progetto da solo non mostra

Telefonate sui balconi, soste informali e attività familiari mostrano come le persone si appropriano delle zone di transizione. La domanda utile è se l'architettura riesca ad assorbire queste tattiche senza cancellare le differenze tra gli spazi.

Domande di ricerca

Come comunica lo spazio il comportamento senza istruzioni esplicite?

Mappare l'interazione tra segnali visivi, acustici e spaziali nelle diverse zone.

Quali pattern sono pianificati e quali emergono nell'uso?

Confrontare le strategie spaziali istituzionali con le tattiche quotidiane attraverso cui le persone se ne appropriano.

Cosa può trasferirsi al design di interfacce?

Estrarre principi su soglie, ridondanza e disclosure progressiva, senza pretendere che un ambiente fisico si traduca letteralmente in un prodotto digitale.

Principi guida

Osservare prima di prescrivere

Lo studio descrive come comunica un sistema esistente; quei meccanismi non sono interventi progettuali miei.

Leggere lo spazio

Schema interattivo

Un gradiente acustico dei comportamenti

Seleziona un nodo per evidenziarne i collegamenti e leggere la scelta progettuale.

Caffè

L’analisi descrive il caffè come l’area di maggiore libertà comportamentale: conversazione e socialità sono attese.

Collegato a: Piazza coperta

Sequenza interpretativa tratta dall’analisi spaziale, non una planimetria o una guida ai percorsi accessibili.

Pattern 1: gradiente acustico

Come riconoscono le persone il passaggio da uno spazio sociale a uno orientato allo studio prima di incontrare una regola o un cartello esplicito?

Alternative considerate

  • Segnaletica estesa che spiega le aspettative comportamentali (disordine visivo, spesso ignorata)
  • Intervento del personale per guidare il comportamento (non scalabile, interrompe l'autonomia dell'utente)
  • Design ambientale che comunica attraverso segnali sensoriali (invisibile, intuitivo)
Decisione

Ho interpretato il cambiamento progressivo del livello sonoro tra aree sociali e di studio come parte del wayfinding comportamentale dello spazio.

Motivazione

Il cambiamento acustico coincideva con variazioni di permeabilità e comportamento osservato, suggerendo un gradiente più che un singolo confine binario.

Compromesso: Si tratta di una relazione interpretativa: lo studio non può isolare il suono dagli altri segnali spaziali che cambiano insieme a esso, quindi non la verifica in modo causale.

Pattern 2: soglia trasparente

Come possono attività adiacenti restare percettivamente connesse sostenendo al tempo stesso aspettative comportamentali diverse?

Alternative considerate

  • Pareti solide per separazione completa (distrugge l'unità visiva, crea zone isolate)
  • Nessuna barriera (permette contaminazione acustica e comportamentale tra usi incompatibili)
  • Barriere di vetro per controllo acustico con connessione visiva (mantiene l'unità permettendo la separazione)
Decisione

Ho analizzato le soglie in vetro come confini ibridi: visivamente permeabili ma acusticamente più restrittivi.

Motivazione

Questa asimmetria permette di mantenere l'orientamento rispetto alla biblioteca nel suo insieme ricevendo al contempo un segnale diverso sul comportamento appropriato nella zona chiusa.

Compromesso: L'analisi descrive come il confine funziona nell'uso; non stabilisce che questo effetto fosse l'intenzione progettuale originaria.

Pattern 3: spazio centrale di reset

Cosa aiuta gli utenti a riorientarsi passando tra zone con funzioni e norme comportamentali diverse?

Alternative considerate

  • Connessioni dirette tra tutti gli spazi (crea transizioni stridenti)
  • Spazi isolati senza connessione visiva (distrugge wayfinding e orientamento)
  • Hub centrale con baseline comportamentale coerente (permette ricalibrazione fluida)
Decisione

Ho letto la Piazza Coperta come punto di reset: uno spazio ricorrente e riconoscibile da cui gli utenti possono riorientarsi spazialmente e comportamentalmente.

Motivazione

Visibilità, posizione centrale e carattere sensoriale relativamente stabile ne fanno un'ancora utile tra zone più specializzate.

Compromesso: 'Reset' è un modello analitico del ruolo osservato dell'atrio, non uno stato cognitivo misurato e attribuito a ogni visitatore.

Implementazione

Trattandosi di ricerca, il risultato è un insieme di strumenti analitici:

•Modello Spazio → Suono → Pratica per confrontare architettura, segnali sensoriali e uso osservato

•Tassonomia delle soglie che distingue limiti rigidi, transizioni graduali e confini ibridi

•Workflow di etnografia acustica con registrazioni e spettrogrammi per rendere ispezionabili i pattern sonori

•Note di trasferimento che collegano i risultati a domande di interfaccia come disclosure progressiva, ridondanza e transizioni di stato

Risultati e Impatto

La ricerca ha prodotto un lessico e una serie di mappe per discutere relazioni che, nell'esperienza quotidiana dello spazio, vengono spesso percepite senza essere nominate. Il lavoro è stato poi pubblicato su E|C, rivista dell'Associazione Italiana di Studi Semiotici.

14.000m² di spazio pubblico analizzati su tre piani e più zone funzionali

Differenza di 45–50 dB documentata tra le zone campionate più rumorose e più silenziose

Identificate relazioni ricorrenti tra gradienti acustici, soglie e cambiamenti comportamentali osservati

Sviluppata la 'rima sensoriale' come modo per descrivere segnali ridondanti tra canali spaziali e sensoriali

Distinte le strategie spaziali pianificate dalle tattiche che emergono nell'uso quotidiano

Collegati framework semiotici a domande UX concrete senza trattare la teoria come evidenza in sé

Cosa ho realizzato

  • Analisi ex-post pubblicata del sistema spaziale, acustico e comportamentale di Salaborsa
  • Modello analitico Spazio → Suono → Pratica
  • Metodo di etnografia acustica e analisi delle soglie
  • Principi di trasferimento per il design di esperienze fisiche e digitali

Riflessioni

Le soglie graduali sono interessanti perché permettono alle persone di adattare il comportamento mentre si spostano, senza un confine netto.

La semiotica mi è servita soprattutto a descrivere relazioni che potevo osservare sul posto.

Cosa farei diversamente

  • Aggiungere osservazioni comparative sistematiche su finestre temporali e zone corrispondenti
  • Confrontare Salaborsa con un altro spazio civico multiuso per distinguere i pattern specifici da quelli generalizzabili
Cosa ha funzionato e quali difficoltà ho incontrato

Cosa ha funzionato

Metodi diversi portavano agli stessi risultati

Mappatura spaziale, osservazione acustica e analisi semiotica convergevano ripetutamente su soglie e gradienti come meccanismi che organizzano il comportamento.

Sfide

Un'analisi ex post non permette conclusioni causali

Lo studio può documentare relazioni ricorrenti tra spazio, suono e pratica, ma non può provare che una specifica scelta progettuale abbia causato uno specifico comportamento senza un confronto sperimentale.

Riferimenti

I riferimenti teorici usati per l'analisi semiotica dello spazio e per la lettura ex post di Salaborsa.

1.de Certeau, M. (1980). L'invenzione del quotidiano: framework per strategie vs tattiche nell'appropriazione spaziale

2.Greimas, A.J. (1976). Pour une sémiotique topologique: analisi semiotica dello spazio e coerenza isotopica

3.Hall, E.T. (1966). La dimensione nascosta: prossemica e uso culturalmente specifico dello spazio

4.Hammad, M. (1983). L'espace comme sémiotique syncrétique: esperienza spaziale multi-sensoriale

5.Latour, B. (1987). Science in Action: dispositivi di iscrizione per rendere visibili i fenomeni

6.Lotman, J.M. (1985). La semiosfera: lo spazio come sistema modellizzante primario

7.Lynch, K. (1960). L'immagine della città: imageability e orientamento spaziale

8.Zilberberg, C. (1993). Seuils, limites, valeurs: distinzione tra soglie e limiti